Sacra di San Michele

La visita guidata alla Sacra di San Michele è un viaggio indietro nel tempo alla scoperta di un vero e proprio gioiello architettonico della provincia di Torino, un complesso abbaziale riconosciuto come simbolo del Piemonte.

Arroccata sulla vetta del monte Pirchiriano a 960 metri di altitudine, la Sacra di San Michele domina l’imbocco della Val di Susa, fungendo da millenaria vedetta tra le Alpi Cozie e la Pianura Padana. La sua storia affonda le radici in un passato antichissimo, sorgendo sulle vestigia di un presidio militare romano che controllava la via Cozia verso le Gallie. Successivamente, l’area divenne un punto strategico per i Longobardi prima di trasformarsi, tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, in un fulcro di spiritualità universale grazie all’eremitaggio di san Giovanni Vincenzo e all’intervento del nobile francese Hugon di Montboissier. Questo luogo rappresenta storicamente la prima tappa in territorio italiano della via Francigena, inserendosi in un percorso di pellegrinaggio che tocca altre importanti località piemontesi come Torino e Vercelli.

Dal punto di vista architettonico, l’edificio attuale è una sintesi affascinante di stili in cui convivono il romanico e il gotico francese, richiamando per importanza e precocità altre eccellenze regionali come la basilica di Sant’Andrea a Vercelli, celebre per essere stata uno dei primi monumenti gotici d’Italia. Salendo verso il cuore della chiesa, si attraversa il suggestivo e severo Scalone dei Morti, scavato nella pietra e un tempo fiancheggiato da tombe, che conduce alla celebre Porta dello Zodiaco, opera di pregio dello scultore Niccolò. Una particolarità architettonica quasi unica è il rovesciamento della struttura classica: a differenza della maggior parte delle chiese, come il Duomo di Torino o il Duomo di Novara, la facciata della Sacra si sviluppa su un piano sottostante rispetto all’altare maggiore e alle absidi.

L’importanza storica del sito è strettamente legata anche alla dinastia sabauda; nel 1836, per volere di Carlo Alberto, il complesso fu affidato ai padri Rosminiani e divenne custode delle salme di ventiquattro reali di Casa Savoia, traslate dal Duomo di Torino. Questo legame crea un ponte ideale con il circuito delle Residenze Sabaude della capitale e della sua cintura. Oltre alla maestosità architettonica, il sito è avvolto da leggende popolari, come quella legata alla Torre della Bell’Alda, che racconta di una fanciulla miracolosamente salvata dagli angeli dopo un salto nel precipizio. L’atmosfera mistica di questi ruderi, che svettano sopra il cosiddetto Monastero Nuovo, ha saputo affascinare anche la cultura contemporanea, servendo da ispirazione a Umberto Eco per l’ambientazione del romanzo Il nome della rosa.

La visita guidata alla Sacra di San Michele è un’esperienza imperdibile per scoprire un luogo dall’importanza storica incredibile, riconosciuto Patrimonio dell’Unesco, che non manca di regalare emozioni anche grazie alla splendida terrazza panoramica che offre un panorama mozzafiato sulla Val di Susa.