Il rifugio antiaereo e il perduto Castello di Mirafiori a Torino



La visita guidata al rifugio antiaereo e al perduto Castello di Mirafiori a Torino permetterà di scoprire due luoghi suggestivi del capoluogo piemontese, meno conosciuti rispetto a Venaria, Stupinigi o Palazzo Barolo, ma non per questo meno ricchi di storia, sorprese e curiosità.
Cominceremo la nostra passeggiata scendendo di 12 metri sotto il livello del suolo e visitando il rifugio antiaereo di Mirafiori, importante per comprendere la storia contemporanea di Torino. Costruito sfruttando i sotterranei della Chiesa della Visitazione, il rifugio venne costruito nel 1943 come riparo per gli abitanti di Mirafiori durante i bombardamenti notturni ai vicini stabilimenti Fiat.
Percorreremo i 156 mq di superficie del rifugio, camminando nelle gallerie che durante la guerra ospitarono fino a 320 persone, rievocando per qualche attimo i terribili momenti vissuti dai suoi ospiti durante le interminabili notti di guerra.
Ricostruiremo poi un’altra storia, riguardante un bellissimo castello scomparso. Nel 1585 Carlo Emanuele I di Savoia avviò i lavori per la costruzione del Castello di Mirafiori, conosciuto anche come Millefiori. La residenza, dono del re alla giovane moglie Caterina d’Asburgo, secondogenita di Filippo II di Spagna. Il castello divenne parte della Corona di delizie di casa Savoia, l’insieme di residenze costruite tra XVI e XVIII secolo per lo svago della corte, tra cui Villa della Regina, Stupinigi, Reggia di Venaria, Castello di Rivoli e Castello di Moncalieri.
In onore delle origini spagnole della consorte, il possedimento prese il nome di Miraflores (“guarda i fiori”): era una reggia fiabesca, con corpo centrale, due maniche laterali e un grande parco ricco di flora, fauna e corsi d’acqua deviati dal Sangone.
Sfortunatamente il progetto non fu completato del tutto: la corte sabauda perse interesse per la tenuta, preferendo nuove residenze come la Reggia di Venaria e Stupinigi. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1866 la tenuta fu ceduta a Rosa Vercellana, la “Bela Rosin”, futura moglie di Vittorio Emanuele II, che ottenne il titolo di contessa di Mirafiori e Fontanafredda.
Il castello, ormai in condizioni precarie a causa delle frequenti inondazioni del Sangone, venne demolito a fine secolo, lasciando solo pochi resti dai quali ricostruiremo la sua storia.
La visita guidata al rifugio antiaereo e al Castello di Mirafiori è un’occasione per riscoprire due pagine dimenticate: il passato architettonico della famiglia Savoia e quello tragico delle strutture difensive della Seconda guerra mondiale.