Il Museo delle Ceramiche di Faenza

La visita guidata al Museo delle Ceramiche di Faenza porta alla scoperta di una straordinaria raccolta artistica e dell’eccellenza della produzione ceramica faentina.

Fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza ad oggi rappresenta la più grande raccolta di ceramiche al mondo, custodendo la memoria millenaria di una città dove la lavorazione delle argille del fiume Lamone ha raggiunto vertici tecnici così elevati da rendere il termine francese faïence un sinonimo diffuso in tutto il mondo per indicare la maiolica.

Il Museo vanta un patrimonio di oltre 60.000 opere che documentano la produzione ceramica dal IV millennio a.C. fino all’età contemporanea, con opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Fernand Léger e Marc Chagall.

Il viaggio nella storia prende avvio dalle testimonianze delle grandi civiltà dell’antichità classica, orientale, islamica e precolombiana, per poi concentrarsi sulla gloriosa evoluzione della ceramica faentina e italiana dal Basso Medioevo al Rinascimento. Tra i reperti trecenteschi spiccano le maioliche arcaiche decorate con gli stemmi araldici dei Manfredi, storici signori della città dal 1313 al 1505, e preziosità iconografiche come il celebre boccale con Aristotele cavalcato da Filide, allegoria trecentesca del dominio della passione e della figura femminile. Nel corso del Quattrocento la produzione locale si raffinò nello “stile severo”, spaziando dalle intense stesure in blu cobalto della “zaffera” ai rilievi italo-moreschi, fino a raggiungere nel Cinquecento il pieno splendore dell’arte istoriata e dei decori a grottesche su fondo berrettino, ben rappresentati dalla celebre Coppa Bergantini del 1529 e dai piatti di Baldassarre Manara. Nel Seicento si affermarono i celebri “Bianchi di Faenza”, mentre il Settecento e l’Ottocento videro il successo della Manifattura dei Conti Ferniani e la creazione del monumentale Presepe Zucchini, arricchito dalle spettacolari scenografie dipinte da Romolo Liverani.

Un focus fondamentale del percorso è riservato alla sezione del Novecento e della ceramica contemporanea, dove il materiale fittile si affranca definitivamente dalla sola funzione d’uso per affermarsi come forma scultorea autonoma: accanto alle opere storiche del cenacolo baccariniano d’inizio secolo, alle sperimentazioni stilistiche della Bottega Gatti e alle sculture materiche del maestro faentino Carlo Zauli, il MIC ospita una straordinaria galleria internazionale arricchita costantemente, sin dal 1938, dai pezzi vincitori del prestigioso Premio Faenza.

Lungo le sale si ammirano capolavori firmati da protagonisti indiscussi dell’arte moderna e informale come Lucio Fontana, Alberto Burri, Arturo Martini, Fausto Melotti, Mimmo Paladino ed Enrico Baj, che hanno saputo manipolare la materia ceramica fondendola con le principali avanguardie estetiche del secolo scorso.

La visita guidata al Museo delle Ceramiche di Faenza è un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, alla scoperta di una tecnica complessa e meravigliosa, di cui Faenza è regina.