Visita guidata a Spoleto

Spoleto è una città da scoprire camminando. Tra vicoli stretti del centro storico, salite improvvise e archi antichi, ogni angolo racconta una lunga storia: dalla Roma imperiale ai Longobardi, dai papi agli artisti rinascimentali che ne hanno segnato il volto. Una città stratificata, che conserva tracce di ogni epoca e sorprende chi la visita con scorci inaspettati e piazze sospese nel tempo.

La visita guidata inizia in Piazza della Libertà, elegante e luminosa, dove sorge il Palazzo Ancaiani. Da qui si entra idealmente nell’antica Spoletium romana, attraversando l’Arco di Monterone e l’Arco di Druso e Germanico. Il fornice, oggi parzialmente inglobato nelle abitazioni medievali, racconta una storia significativa: il livello originario della città si trova circa un metro e mezzo più in basso rispetto a quello attuale, segno di una Spoleto che si è costruita su se stessa.

Salendo verso il colle, tra vicoli di pietra, si apre l’improvviso spettacolo del Ponte delle Torri. Lungo oltre 230 metri e alto quasi 80, l’imponente struttura, che fungeva anche da acquedotto, sembra sospesa tra cielo e roccia. Ai suoi estremi domina la valle la Rocca Albornoz, fortezza papale del XIV secolo, austera e maestosa, simbolo di potere e difesa.

Scendendo verso la parte bassa della città si raggiunge la piazza del Duomo, uno degli spazi più riconoscibili di Spoleto. La Cattedrale di Santa Maria Assunta conserva nell’abside il ciclo di affreschi realizzato da Filippo Lippi tra il 1467 e il 1469, dedicato alle Storie della Vergine. Il pittore, morto a Spoleto durante i lavori, è sepolto all’interno della chiesa: il monumento funebre, voluto da Lorenzo il Magnifico e disegnato da Filippino Lippi, testimonia il profondo legame tra l’artista e la città.

Nella navata destra si trova la Cappella del vescovo Eroli, affrescata nel 1497 da Pinturicchio. Il ciclo decorativo, equilibrato e luminoso, rappresenta uno degli esempi più significativi della presenza dell’artista in Umbria dopo l’esperienza romana.

L’itinerario prosegue con il Teatro Caio Melisso, l’ex chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro e Casa Menotti, dimora del fondatore del Festival dei Due Mondi, che racconta il forte legame di Spoleto con la scena culturale internazionale.

Lungo il percorso si incontrano porte e archi dalle proporzioni sorprendenti, spesso “fuori scala”, che la tradizione considera apotropaici, nati per tenere lontani gli spiriti maligni. La visita guidata permette così di scoprire una Spoleto autentica, fatta di storia, arte e scorci nascosti, una città da vivere e conoscere passo dopo passo.