Il Campo di concentramento di Fossoli

La visita guidata a Fossoli, in provincia di Modena, porta alla scoperta di un luogo unico in Italia, dove storia, memoria e umanità si fondono in un luogo di forte impatto emotivo. Situato a poca distanza da Carpi, il Campo di concentramento di Fossoli racconta una pagina buia della storia d’Italia e costituisce un polo della memoria di importanza nazionale e internazionale, un monito potente contro le atrocità della guerra e della persecuzione.

La visita guidata si articola attraverso le diverse fasi storiche che hanno caratterizzato questo luogo, un tempo periferico insediamento agricolo, divenuto crocevia di destini tragici e simbolo della resistenza umana. La sua storia di orrore comincia nella primavera del 1942, quando il Regio Esercito italiano lo costruì per raccogliere i soldati britannici, sudafricani e neozelandesi catturati in Nord Africa, suddivisi nel Campo vecchio e nel Campo nuovo, che potevano ospitare fino a 5.000 prigionieri.

Dopo l’Armistizio e l’occupazione tedesca dell’Italia, il campo fu preso dai militari germanici e divenne un campo di raccolta per ebrei, gestito dalla Repubblica Sociale Italiana (RSI), seguendo il Manifesto di Verona. La sua posizione strategica, vicina alla linea ferroviaria del Brennero, lo rese il principale punto di transito per la deportazione in Germania: da Fossoli partirono i primi trasporti verso i lager, incluso il convoglio del 22 febbraio 1944, che portò ad Auschwitz-Birkenau tra gli altri Primo Levi, che ne ha immortalato la memoria in Se questo è un uomo.

A partire dal 1944, il Campo nuovo passò sotto il diretto controllo delle SS, fungendo da snodo cruciale per la deportazione di ebrei e oppositori politici verso i lager del Reich: le condizioni di vita peggiorarono drasticamente, aumentarono le violenze, fu impedita ogni comunicazione con l’esterno e ai prigionieri, distinti con triangoli gialli (ebrei) o rossi (politici), fu imposto il lavoro coatto.

Un evento particolarmente drammatico fu la Strage di Fossoli: la mattina del 12 luglio 1944, 67 internati politici furono fucilati dalle SS presso il poligono di Cibeno, in quella che fu presentata come rappresaglia per un’azione partigiana a Genova, ma che gli storici ipotizzano fosse un’eliminazione di elementi scomodi in vista della liquidazione del campo.

L’ex campo di Fossoli, caduto in abbandono dopo il 1970, è oggi nuovamente visitabile dopo i danni del terremoto del 2012: la visita guidata a Fossoli e al suo Campo di concentramento è un’esperienza intensa e drammatica, che permette di confrontarsi con le cicatrici di un passato doloroso, ma anche di apprezzare l’impegno di una comunità che ha saputo trasformare un luogo di dolore in un centro di memoria, studio e riflessione, essenziale per comprendere le tragedie del Novecento e per la costruzione di un futuro di pace.