Abbazia di Nonantola

La visita guidata all’Abbazia di Nonantola porta alla scoperta di un complesso monastico che fu un tempo una prestigiosa abbazia territoriale e che oggi è riconosciuto come monumento nazionale.

La fondazione di questo antico luogo sacro risale al 752 per iniziativa dell’abate Anselmo, che in precedenza aveva ricoperto la carica laica di duca del Friuli prima di abbracciare la vita monastica benedettina. La terra su cui sorse l’abbazia fu un dono di suo cognato, il re longobardo Astolfo, e la costruzione dell’abbazia aveva un duplice scopo strategico: consolidare l’influenza longobarda nell’area confinante con l’esarcato bizantino e avviare la bonifica e valorizzazione agricola del territorio circostante.

Contraddistinta da un’intensa attività intellettuale, Nonantola vide la costituzione di un primo nucleo di codici per volere di sant’Anselmo, attorno al quale si sviluppò uno scriptorium di grande importanza, divenuto uno dei principali centri per lo sviluppo della scrittura precarolingia. L’archivio abbaziale conserva oggi un patrimonio documentario straordinario, con oltre 4.500 pergamene, di cui 131 anteriori all’anno Mille, comprese testimonianze firmate da figure come Carlo Magno e Matilde di Canossa.

Entrando nella Basilica di San Silvestro, edificata in stile romanico a partire dal 1010 circa, emergono i legami artistici con il contesto emiliano: le decorazioni del portico, tra cui i leoni stilofori e la formella dell’Adorazione dei Magi, sono attribuite agli allievi di Wiligelmo, attivo anche nel Duomo di Modena. La basilica, che custodisce le reliquie di Papa Silvestro, fu ricostruita dopo il terremoto del 1117 e conserva uno dei tesori sacri più importanti d’Italia, tra cui la stauroteca della Santa Croce, proveniente da Costantinopoli, insieme a rari cimeli dei secoli IX e X.

L’influenza di Nonantola si estendeva ben oltre i confini locali: già prima dell’anno Mille l’abbazia gestiva agenzie di vendita e approvvigionamento a Pavia, Piacenza e Cremona, collegate dalle vie fluviali del Panaro e del Po. Fondamentale fu anche l’opera dei monaci nella bonifica agraria di vasti acquitrini tra Crevalcore e Palata Pepoli nel XIII secolo, che trasformò profondamente il paesaggio della pianura modenese.

La visita guidata all’Abbazia di Nonantola è un viaggio storico e artistico che consente di comprendere le radici culturali, artistiche e paesaggistiche dell’intera area emiliana.