Abbazia di Pomposa






L’Abbazia di Pomposa, nel comune di Codigoro, tra Comacchio e Ferrara, è uno dei gioielli del romanico italiano, sospesa tra silenzio, arte e spiritualità.
Fondata tra il VI e il VII secolo, Pomposa conobbe il suo massimo splendore nell’XI secolo, diventando un faro di sapere e di fede in tutta Europa. Proprio tra queste mura, il monaco benedettino Guido d’Arezzo rivoluzionò il mondo della musica: fu qui che mise a punto il sistema di note musicali che usiamo ancora oggi.
Nei secoli successivi alla sua fondazione, Pomposa crebbe grazie ai legami con l’Ordine benedettino e alla protezione di papi e imperatori. La sua ricca biblioteca e lo scriptorium attiravano studiosi da tutta Europa, rendendo l’Abbazia un centro di cultura e spiritualità di prim’ordine. Il prestigio durò fino al tardo Medioevo, quando le mutate condizioni politiche e ambientali ne segnarono il declino.
L’interno dell’Abbazia di Pomposa, suddiviso in tre navate, custodisce autentici tesori. A colpire immediatamente è lo splendido mosaico pavimentale, un raffinato tappeto di pietra realizzato tra l’XI e il XII secolo: motivi geometrici si intrecciano in un equilibrio perfetto,n testimoniando l’eleganza decorativa del Medioevo.
Sollevando lo sguardo, ci si immerge in un racconto sacro che corre lungo le pareti: gli affreschi trecenteschi della navata centrale e del presbiterio, vibranti di colore e significato, narrano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Sulla controfacciata, infine, si dispiega un imponente Giudizio Universale, che invita alla riflessione con una potente rappresentazione del destino umano.
All’esterno, a dominare il complesso di Pomposa, svetta l’imponente torre campanaria, costruita nel 1063 e alta 48 metri. Le sue aperture, dalle monofore alle quadrifore, creano un elegante gioco di luci e pieni-vuoti. Isolata nella pianura ferrarese, la torre si staglia come un antico faro.
La visita guidata all’Abbazia di Pomposa permetterà di leggere l’Abbazia non solo come un monumento, ma come un luogo vissuto e trasformato nei secoli, scoprendo come ogni dettaglio racconti la storia millenaria dell’Abbazia.