Bobbio e l'Abbazia di San Colombano: un gioiello medievale dell’Emilia






La visita guidata a Bobbio porta alla scoperta di un gioiello della provincia di Piacenza, la cui storia si intreccia a quella dell’Abbazia di San Colombano, che per secoli è stato un centro di cultura e di conoscenza nell’Europa medievale, meritandosi l’appellativo di “Montecassino del Nord”.
Le radici di Bobbio affondano in un borgo romano, Ebovium, ma la sua vera e propria “seconda fondazione” è legata alla figura di San Colombano, un monaco irlandese che nel 614 decise di erigere qui un monastero. Il re longobardo Agilulfo, influenzato dalla moglie cattolica Teodolinda e dalla predicazione di Colombano, donò al santo un territorio su cui si trovava una chiesa in rovina: non si trattò solo di un atto di fede, ma di una mossa strategica che permetteva ai Longobardi di presidiare i confini verso la Liguria, allora bizantina, e di sorvegliare importanti vie di comunicazione tra i ducati della Tuscia, la Liguria e la capitale Pavia.
Per secoli, l’Abbazia di San Colombano fu uno dei più importanti centri monastici d’Europa, paragonabile per prestigio a Montecassino nell’Italia settentrionale e il suo Scriptorium annoverava oltre 700 codici, tra i quali vi erano 25 dei 150 manoscritti più antichi della letteratura latina esistenti al mondo.
L’abate Agilulfo (883-896) promosse una totale riedificazione e ingrandimento della chiesa abbaziale: la nuova basilica carolingia, in stile romanico, divenne sede vescovile e ottenne il titolo di Città, determinando lo sviluppo della città circostante che crebbe attorno al complesso monastico. Il suo stemma, che riprende l’emblema di Milano, ricorda l’adesione alla Lega Lombarda contro Federico Barbarossa nel 1176.
Nel 1448, la comunità monastica originaria fu sciolta e subentrarono i Benedettini della Congregazione di Santa Giustina di Padova, mentre ulteriori perdite si verificarono nel 1803, quando i soldati francesi sottrassero l’abbazia ai monaci. Nonostante le perdite, il complesso mantiene ancora tutto il suo fascino e vanta ambienti interni splendidamente affrescati, dove le suggestioni tratte da Albrecht Dürer si fondono con i motti dei Templari, oltre alla preziosa vasca battesimale del VII secolo, leggendario dono della regina Teodolinda di Monza a San Colombano.
Bellissimo è l’ambiente di sepoltura di San Colombano, con il sarcofago rinascimentale e il mosaico pavimentale del XII secolo. Visiteremo il Museo dell’Abbazia, il refettorio che ospita una grande Crocifissione attribuita a Bernardino Lanzani e l’immensa importanza della biblioteca bobbiese, i cui manoscritti furono dispersi in diverse importanti istituzioni europee, come la Biblioteca Ambrosiana di Milano e la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Completa la visita il Museo Collezione Mazzolini, che occupa gli spazi delle ex celle monastiche ed espone una ricca collezione di arte moderna e contemporanea, con opere di artisti del ’900 come Giorgio De Chirico, Lucio Fontana e Mario Sironi.
Tutto intorno all’Abbazia di San Colombano, il borgo di Bobbio, legato in passato a signorie locali come i Pio di Carpi e poi ai domini estensi, è ancora oggi un tesoro medievale, dove l’atmosfera sembra essere sospesa nel tempo. Tra case e chiese di pietra, spiccano splendidamente conservati il celebre Ponte Vecchio, conosciuto come Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo, e la Via degli Abati, che da Pavia giunge a Pontremoli.
La visita guidata a Bobbio e all’Abbazia di San Colombano è un viaggio nel tempo che riporta nel grande Medioevo italiano, in un percorso affascinante attraverso millenni di storia, arte e cultura, tappa imprescindibile per chiunque voglia esplorare le profonde radici dell’Emilia-Romagna.