Mostra di Guido Reni a Torino

La visita guidata alla mostra di Guido Reni a Torino porta alla scoperta di uno dei giganti della pittura italiana del Seicento.
Allestita negli spazi dei Musei Reali di Torino, la mostra “Il divino Guido Reni” celebra i 450 anni dalla nascita dell’artista, che seppe interpretare lo spirito del proprio tempo con un’arte originale ed elegante, capace di omaggiare il classico senza rinunciare all’innovazione.
Nato a Bologna, Guido Reni ottenne un successo che travalicò i confini cittadini, ricevendo commesse a Roma (si pensi all’Incoronazione dei santi Cecilia e Valeriano per la basilica di Santa Cecilia in Trastevere), a Genova e a Mantova e venendo infine riconosciuto come uno dei massimi esponenti del classicismo seicentesco e tra i principali protagonisti della Roma barocca e del barocco bolognese.
Il soggiorno romano permise a Reni di confrontarsi con la pittura di Caravaggio, del quale seppe originariamente reinterpretare i contrasti di luce, fino a giungere a uno stile personale talmente ricercato da farlo diventare “pittore di casa” per Papa Paolo V Borghese e nome importante delle collezioni sabaude di Torino.
La mostra di Guido Reni a Torino permette appunto di esplorare l’apprezzamento della corte sabauda per la pittura classicista bolognese e, nello specifico, per l’arte di Guido Reni, che con il suo stile composto e luminoso, incentrato sull’armonia delle forme e sulla celebrazione di una bellezza ideale mutuata dai modelli scultorei dell’antichità e dai grandi maestri del Rinascimento, era particolarmente congeniale alle esigenze di maestosità ed eleganza delle residenze e degli altari sabaudi.
Ne è un esempio la meravigliosa Assunzione della Vergine, recentemente ritrovata nella chiesa parrocchiale di Abbadia Alpina a Pinerolo, che rappresenta un momento significativo della sua produzione giovanile, paragonabile all’omonimo soggetto realizzato a Genova.
Una piccola sezione della mostra è anche dedicata alla produzione grafica di Guido Reni e permette di comprendere l’eccezionale sapienza dell’artista e la meticolosità dei suoi studi, che ben spiegano l’eccezionale successo della sua pittura.
La versatilità della produzione di Guido Reni, che spazia dalle pale d’altare di grande formato come la Pietà dei Mendicanti (1614) e la Crocifissione (1615), entrambe oggi alla Pinacoteca nazionale di Bologna, fino alla capacità di realizzare molteplici versioni dello stesso soggetto, come il celebre San Sebastiano o Atalanta e Ippomene (con due redazioni quasi identiche al Prado e a Capodimonte), dimostra la sua prolificità e lo straordinario successo che le sue opere destavano nelle grandi corti italiane ed estere.
La visita guidata alla mostra di Guido Reni a Torino permette di esplorare la poetica di un grande maestro, che con grande intuito ha saputo fondere suggestioni dell’antichità classica, del Rinascimento, della maniera, creando opere che hanno lasciato un’eredità immensa, andando a influenzare anche grandi artisti come Ribera, Poussin e Picasso.