Palazzo Barolo di Torino



La visita guidata a Palazzo Barolo porterà alla scoperta di uno dei più significativi e meglio conservati esempi di dimora nobiliare della Torino barocca. Oggi lo straordinario palazzo accoglie musei, biblioteche, due Archivi, la Fondazione Tancredi di Barolo ed è inoltre sede dell’Opera Pia Barolo che, secondo il testamento della Marchesa Giulia, ha il compito di continuare le attività filantropiche che lei e il marito Tancredi, ultimi marchesi di Barolo, avevano avviato nell’Ottocento.
L’edificio, situato in via delle Orfane, in una zona strategica per i successivi ampliamenti della capitale sabauda, fu costruito alla fine del Seicento da Gian Francesco Baroncelli come ristrutturazione della casa già posseduta dal conte Ottavio Provana di Druento, uomo strettamente legato alla corte seicentesca in quanto «primo scudiero» e «gran guardarobiere» di Vittorio Amedeo II di Savoia, per il quale l’architetto coordinò maestranze e artisti attivi nei principali cantieri torinesi dell’epoca.
Nel 1727 l’edificio passò in eredità a Ottavio Giuseppe Falletti di Barolo, che intorno alla metà del Settecento ne affidò la modifica al Primo architetto regio, Benedetto Alfieri, per adeguarlo al gusto Rococò. È proprio all’Alfieri che si devono i lavori di decorazione dell’atrio, dell’attuale facciata su via delle Orfane e del piano nobile, in particolare il Salone d’onore.
Tra il 1805 e il 1808 viene approntato un appartamento in Stile Impero al piano nobile per il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e per sua moglie Giulia Colbert di Maulévrier, con i quali si estinse la casata.
All’interno del palazzo sarà possibile ammirare l’atrio, lo scalone a forbice (posizionato al centro del fabbricato e non a lato, come avviene di solito nei palazzi nobiliari seicenteschi) e il salone centrale al piano nobile, l’ala Alfieriana (con la Sala Mozart, la Sala degli Specchi e il Salottino cinese) e l’appartamento ottocentesco dei Marchesi, caratterizzato da volte affrescate, dipinti ad olio, boiseries e ricchi apparati decorativi.
Durante la visita guidata avremo modo di ammirare splendide architetture e sontuose decorazioni, ma anche di conoscere la storia dei Marchesi di Barolo e degli illustri ospiti accolti nelle stanze della loro dimora, come Re Carlo Alberto, Camillo Benso, Conte di Cavour, Massimo d’Azeglio e Silvio Pellico: dopo la pubblicazione di Le mie prigioni, lo scrittore e patriota soggiornò per molti anni in una stanza del palazzo, oggi parte del percorso museale, aiutando Giulia di Barolo nelle opere di carità, anche insegnando nelle scuole fondate dalla marchesa.
La visita guidata a Palazzo Barolo a Torino è quindi un’occasione imperdibile per scoprire tre secoli di storia torinese, attraverso la vicenda di una delle famiglie nobiliari più importanti della capitale sabauda e il suo meraviglioso palazzo barocco.