Certosa di Ferrara

La visita guidata alla Certosa di Ferrara porterà alla scoperta del bellissimo cimitero monumentale della città, incluso nell’area dell’Addizione Erculea e situato a pochi passi dal Cimitero ebraico, in un parco di oltre 6 ettari: un immenso e tranquillo polmone verde, in cui le memorie del passato e le sepolture degli illustri ferraresi si affiancano a piante e varietà vegetali di rara bellezza.

Come accade al Cimitero Monumentale di Milano, al Cimitero del Verano a Roma, alla Certosa di Bologna, al Vantiniano di Brescia o al Cimitero Monumentale di Torino, fare due passi nei viali alberati dove riposano le sepolture di grandi uomini, diventa un modo per leggere la storia e le grandezze della città da una prospettiva insolita e curiosa.

Situato in origine in una zona ortiva isolata dall’abitato, il complesso con la chiesa di San Cristoforo alla Certosa venne fondato come monastero certosino nel 1452, per volere di Borso d’Este e sorse, come da tradizione, al di fuori delle mura, per poi essere inglobato nella celebre Addizione Erculea, il famoso piano urbanistico di espansione della città voluto da Ercole I d’Este. Con l’arrivo di Napoleone, alla fine del Settecento, la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei beni ecclesiastici allontanò definitivamente i Padri Certosini da Ferrara: l’antico convento prima divenne caserma di cavalleria e poi, grazie alla posizione isolata e alla vastità, pubblico Cimitero nel 1813, progetto che trasformò le celle monacali in cappelle gentilizie delle più importanti famiglie della città.

Entrando nel complesso saremo accolti dai due lunghi porticati in marmo e cotto, progettati dall’architetto Ferdinando Canonici, disposti in forma quasi semicircolare ai lati della chiesa, quasi ad abbracciare coloro che arrivano. Il primo Gran Claustro (Chiostro Grande), sul fianco sud della Chiesa di San Cristoforo alla Certosa, venne edificato nel 1452, e il suo modello di arcata nel loggiato venne poi ripreso dall’architetto Canonici nella sua opera di ampliamento ottocentesca. Al suo centro, sul fondo, è situato il monumento funebre a Borso d’Este, primo duca di Ferrara e promotore della certosa: il sarcofago quattrocentesco si ammira oggi all’interno del famedio che venne eretto in seguito. Dopo aver visitato il Secondo Gran Claustro, visiteremo il famedio dei Caduti in guerra, ultimato solo dopo il secondo conflitto mondiale, a partire dal 20 agosto 1956.

Il complesso rappresenta uno spettacolare libro aperto sulla storia e sulla cultura di Ferrara e dell’intera Italia: visiteremo la tomba di Gaetano Previati, maestro indiscusso e internazionalmente riconosciuto del Divisionismo italiano e di Giovanni Boldini, pittore che con le sue tele celebrerò la borghesia francese di fine Ottocento; parleremo di Vincenzo Monti, esponente del Neoclassicismo letterario, poeta al servizio tanto di Napoleone quanto del governo austriaco e ripasseremo la grande storia dell’arte e del cinema contemporanei a partire dal monumento funebre al pittore Filippo de Pisis e dalla cappella della famiglia di Michelangelo Antonioni, regista tra i più celebri del nostro paese, autore di capolavori quali la Notte e Professione: reporter.

La visita guidata alla Certosa di Ferrara porterà all’interno di uno spazio unico nel ricco panorama monumentale di Ferrara, un luogo protetto dal silenzio, in cui sono custodite memorie del passato e capolavori d’arte, offrendo uno sguardo privilegiato sulla storia della scultura, dell’architettura, dell’urbanistica e della società ferraresi.