Il Museo Fattori a Livorno e i Macchiaioli

La visita guidata al Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno porta alla scoperta di una delle più importanti ed originali stagioni artiche italiane, quella dei Macchiaioli, che ha rappresentato una pietra miliare della Storia dell’Arte dell’Ottocento. 

Edificata tra il 1865 e il 1875 dall’architetto Vincenzo Micheli come sontuosa residenza immersa in un parco storico, Villa Mimbelli fa da scenografica cornice al Museo dei Macchiaioli, di cui è sede dal 1994. Il museo rappresenta uno dei poli culturali più significativi d’Italia per lo studio e la valorizzazione del movimento dei Macchiaioli e dei Postmacchiaioli, documentando la straordinaria rivoluzione figurativa che, a partire dagli anni sessanta dell’Ottocento, rinnovò la pittura italiana attraverso il verismo, lo studio dal vero e l’uso innovativo del colore e della luce. 

Ideata come pinacoteca cittadina per raccogliere e tutelare le opere di artisti labronici, la collezione ospita capolavori di Giovanni Fattori, Enrico Pollastrini e Cesare Bartolena, ma dopo la scomparsa di Fattori nel 1908, il patrimonio civico si arricchì ulteriormente con l’acquisizione di centocinquanta acqueforti e duecentocinquanta disegni del maestro, preludio alla formale intitolazione del museo al pittore avvenuta all’inizio degli anni trenta.

Il percorso di visita prende avvio al pian terreno, dove si trovano la Sala Rossa, sontuoso salone di rappresentanza con le allegorie del Progresso, dell’Industria, del Commercio e della Pace dipinte sulla volta da Eugenio Giuseppe Conti, la suggestiva Sala Moresca concepita come fumoir in stile arabo, la Sala Turca e la Sala Pollastrini, dedicata alle opere accademiche di Enrico Pollastrini, maestro di Fattori.

Salendo la scala monumentale, si incontrano le sale dedicate ai Postmacchiaioli, con lavori di Oscar Ghiglia e Giovanni Bartolena affiancati dal cartone della Stradina toscana attribuito ad Amedeo Modigliani, la sala di Guglielmo Micheli, allievo di Fattori e primo maestro dello stesso Modigliani, e la sala di Ulvi Liegi con dipinti degli anni venti e trenta. Il piano è impreziosito dalla Sala degli Specchi, affrescata da Annibale Gatti con celebri figure della letteratura, dal Salottino Giallo, decorato dal medesimo Gatti con la scena storica dell’Inaugurazione del Monumento ai Quattro Mori, e dalla sala che accoglie la monumentale tela Incipit nova aetas di Plinio Nomellini. 

Il secondo piano della villa custodisce il nucleo più celebre ed emozionante del museo, articolato nelle tre sale interamente riservate a Giovanni Fattori, dove si trovano i capolavori che hanno consacrato il maestro labronico tra i vertici dell’arte europea, a partire dalle grandi tele di soggetto militare e risorgimentale come la Carica di Cavalleria a Montebello del 1862 e l’Assalto a Madonna della Scoperta del 1868, dove l’epica patriottica è narrata con crudo e commosso realismo. Accanto si trovano le liriche vedute della campagna toscana e del litorale, tra cui La signora Martelli a Castiglioncello del 1867, la celebre Torre Rossa del 1875, Mandrie Maremmane, Butteri, la Campagna romana del 1896 e l’intimo ritratto della terza moglie del 1905.

La visita guidata al Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno prosegue nella Sala dei Macchiaioli, dove le opere di Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Cristiano Banti, Serafino De Tivoli, Vincenzo Cabianca e Giovanni Boldini testimoniano la forza innovatrice della “macchia” e la resa della luce naturale, per poi terminare con le sale dedicate ai fratelli Angelo, Adolfo e Ludovico Tommasi, la sala dei ritratti con dipinti di Vittorio Corcos, Michele Gordigiani e Leonetto Cappiello, e la sezione dei Divisionisti, che concludono cronologicamente una stagione artistica ricca di fascino e di originalità.