Il Pavimento del Duomo di Siena

La visita guidata al Pavimento del Duomo di Siena permette di ammirare quello che Giorgio Vasari definì «il più bello et al più grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto».

Capolavoro unico nell’arte italiana, il Pavimento del Duomo di Siena viene scoperto solo per pochi mesi all’anno ed è il risultato di un imponente cantiere decorativo durato circa cinque secoli, dal Trecento all’Ottocento, composto da oltre cinquanta riquadri realizzati a tarsia marmorea e graffito. L’itinerario prende l’avvio dall’ingresso della navata centrale con la figura di Ermete Trismegisto, leggendario sapiente egizio depositario della sapienza antica, per poi proseguire con l’Allegoria del colle della Sapienza, disegnata nel 1505 da Pinturicchio per mostrare il faticoso cammino verso la virtù. Sempre lungo la navata centrale si incontra la celebre rappresentazione della Lupa senese che allatta i gemelli Senio e Aschio, circondata dai simboli delle città alleate come Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Roma, Perugia, Orvieto e, negli angoli, Grosseto, Pistoia, Volterra e Massa Marittima. Lungo le navate laterali, la rivelazione si estende alla rappresentazione delle dieci Sibille, che con le loro iscrizioni e profezie prefigurano la venuta e la vita di Cristo.

Avanzando verso il transetto e la crociera, le raffigurazioni virano verso episodi complessi e affollati tratti dalla storia ebraica e biblica, come l’Imperatore Sigismondo coi suoi ministri di Domenico di Bartolo, la drammatica Strage degli innocenti di Matteo di Giovanni e la Storia di Giuditta riferita a Francesco di Giorgio Martini o Urbano da Cortona. Davanti alla Cappella del Voto si trovano invece le Sette età dell’uomo di Antonio Federighi e le raffigurazioni allegoriche tardo-settecentesche risistemate nell’Ottocento da Alessandro Franchi. L’esagono centrale sotto la cupola custodisce le Storie del profeta Elia, ideate in parte da Domenico Beccafumi nel Cinquecento e completate nel 1878 da Alessandro Franchi con uno stile purista di grande misura ed efficacia scenica. Il vertice dell’innovazione artistica si raggiunge nel presbiterio e attorno all’altare maggiore, dove Domenico Beccafumi lavorò tra il 1521 e il 1547 realizzando capolavori come le Storie di Mosè – i cui cartoni preparatori sono custoditi alla Pinacoteca Nazionale di Siena – e il Sacrificio di Isacco: in queste scene Beccafumi accosta marmi di diverse tonalità sfumate, ottenendo effetti di grande plasticismo, chiaroscuro e resa atmosferica del tutto paragonabili ai grandi cicli pittorici rinascimentali.

La visita guidata al Pavimento del Duomo di Siena è una passeggiata emozionante, dove tra segni, colori, storie e abilità tecnica si può ammirare uno dei più grandi capolavori dell’ingegno artistico italiano.