Il Po dei Re a Torino: visita guidata lungo il fiume

La visita guidata lungo “Il Po dei Re” a Torino permetterà di scoprire lo straordinario ecosistema fluviale che attraversa il cuore della città, in un percorso ad anello tra Ponte Isabella e Piazza Vittorio Veneto che svela il legame indissolubile tra l’idrografia del territorio, la sua storia urbana e la fauna ripariale.

Vero e proprio asse vitale della città, il tratto urbano del Po si distingue dalle comuni aree verdi per la sua complessa dinamica idrologica e per il ruolo di corridoio ecologico primario. L’itinerario si sviluppa inizialmente lungo la sponda destra, la più verde e ombrosa, dove un fitto bosco ripariale scherma i rumori del traffico cittadino e offre protezione a numerose specie. Da questa prospettiva naturalistica, lambendo i ponti storici e le banchine in legno dei secolari circoli remieri come l’Eridano, il Caprera e l’Esperia, si può osservare la sponda opposta, dominata dall’architettura del Borgo Medievale e del Castello del Valentino, perfettamente integrati nel paesaggio fluviale.

Questo ambiente d’acqua non è però solo scenografia urbana, ma un fondamentale presidio di biodiversità e di riqualificazione ambientale. La fitta vegetazione riparia costituisce l’habitat ideale per l’avvistamento dell’avifauna locale, tra cui spiccano il martin pescatore, l’airone cenerino, i cormorani, le folaghe e diverse specie di anatre. Proseguendo verso nord si incontra il Parco Michelotti, un’area che testimonia una profonda evoluzione ecologica: nato nel Settecento come canale industriale per i mulini e trasformato nel Novecento in Giardino Zoologico, oggi è un biotopo totalmente recuperato e aperto al pubblico, dominato da maestosi alberi d’alto fusto che consolidano le sponde del fiume.

Accompagnati da una guida naturalistica, la visita guidata al “PO dei Re a Torino” permetterà di svolgere un percorso biosferico e storico completo: superato il Ponte Regina Margherita, scenderemo al livello dell’acqua lungo i Murazzi Fred Buscaglione – imponenti opere ottocentesche di ingegneria idraulica nate per difendere la città dalle piene -, analizzando l’interazione tra l’ambiente fluviale e la vicina collina del Monte dei Cappuccini, per concludere un viaggio che unisce la geologia del Po al panorama alpino che fa da sfondo alla città.