Mostra Italia-Germania a Vicenza: visita guidata tra Canova, Bauhaus e Avanguardie

La visita guidata alla mostra Italia-Germania a Vicenza è un’occasione imperdibile per esplorare un rapporto duraturo e fecondo tra le arti di due grandi nazioni europee.

Ospitata presso la Basilica Palladiana di Vicenza, la mostra Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento. Da Canova a Kiefer rappresenta la tappa inaugurale di un progetto che nei prossimi anni esplorerà i legami artistici con Francia e Spagna per raccontare cinque secoli di storia culturale comune.

Il percorso espositivo ricostruisce oltre duecento anni di fecondi scambi artistici, letterari e intellettuali: tra Settecento e inizio dell’Ottocento, periodo in cui l’Italia è meta dei Grand Tour europei, si celebrano le figure del grande teorico e scrittore Johann Wolfgang von Goethe, di Friedrich Overbeck, guida dei Nazareni a Roma, e si assiste al confronto tra diverse visioni del classicismo incarnate da Antonio Canova e dallo scultore nordico Bertel Thorvaldsen.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’attenzione si sposta verso le atmosfere simboliste e le Secessioni, mettendo in relazione la visionarietà di Giorgio de Chirico con le opere di Franz von Stuck, Max Klinger e Arnold Böcklin.

La sezione sul Novecento e le avanguardie documenta invece lo storico incontro avvenuto a Berlino tra i futuristi italiani – come Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini – e gli espressionisti tedeschi, tra cui spiccano Franz Marc, August Macke ed Emil Nolde. Il percorso prosegue analizzando le affinità degli anni Venti tra il Realismo Magico italiano di Felice Casorati e Antonio Donghi e la Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) tedesca di Otto Dix, George Grosz e Christian Schad, testimoni delle inquietudini sociali del primo dopoguerra.

Viene dato grande rilievo all’astrazione e all’influenza del Bauhaus, con le ricerche di Vasilij Kandinskij, Josef Albers e Willi Baumeister che ispirarono una nuova generazione di maestri italiani come Lucio Fontana, Fausto Melotti e Luigi Veronesi.

L’ultima sezione della mostra di Vicenza presenta i fecondi scambi del secondo dopoguerra, illustrando l’arte informale e lo spazialismo, citando protagonisti come Alberto Burri, Emilio Vedova e i fondatori del gruppo ZERO (Heinz Mack, Otto Piene), che mantennero stretti contatti con l’area di Azimuth e artisti del calibro di Piero Manzoni ed Enrico Castellani. Tra le figure più emblematiche del periodo emerge Joseph Beuys, la cui opera incentrata sull’impegno sociale e sulle tematiche ecologiste trova rispondenze con l’Arte Povera italiana.

La mostra Italia-Germania a Vicenza si conclude con una riflessione sulla memoria storica affidata ai grandi protagonisti del contemporaneo: da un lato i giganti tedeschi come Anselm Kiefer, Gerhard Richter, Georg Baselitz e Sigmar Polke, dall’altro i maestri della Transavanguardia teorizzata da Achille Bonito Oliva, tra cui Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino e Nicola De Maria.